Il palazzo aggrega strutture medievali le cui tracce sono visibili nel fianco ovest. L’accorpamento si deve ai Ciampolini, una famiglia di mercanti pisani del Trecento. A fine Quattrocento l’edificio fu acquistato dai Salviati, nobili con attività imprenditoriali e bancarie a livello internazionale con sede principale a Firenze. A Jacopo Piccardi si deve la facciata con cantonali e portale in bugnato, e le cornici in arenaria a contornare le aperture. All’interno vi sono loggiati, un cortile con pozzo e una cappella. Nel Settecento fu ridisegnata la scala principale e modificato il piano nobile.